è una parola che non mi è mai piaciuta. Non sono capace di dirla mai su niente, il cibo, le sigarette, il sesso, le droghe.
Non ho mai avuto paura della morte, proprio per il fatto che razionalmente ho sempre pensato fosse una fine che non posso vivere. Sotto i giochi di parole è probabile, però, che l'abbia sempre esorcizzata, ed è quello il motivo per il quale mi risulta tanto antipatica. Oppure mi è così difficile dirla perchè significa assumersi delle responsabilità. La responsabilità di una decisione.
Non sono ancora nell'ottica di apprezzare chi questa decisione l'ha presa per me, ma devo ammettere che ha avuto il coraggio che io non ho. Di sicuro il motivo non è questo, ce ne sono mille altri e so che affoleranno la mia testa nelle prossime settimane come gl'avventori della fiera di San Faustino, ma invidio la capacità di essere così equilibrati. Sono vittima da anni di una bulimia sentimentale che non mi ha mai fatto dire di no. Serenamente, ed anche con una punta di orgoglio, ammetto di avere un bisogno, a volte malsano, degl'altri. Di tutti, che stiano fuori o dentro il mio letto. Trovo significato e comferma di me stessa nelle anime che incontro, che le sfiori o che le conosca a fondo, che siano familiari o siano sedute sul binario di una stazione sconosciuta. E di tutte, non esagero, di tutte cerco di carpire l'essenza, un'eco melodico che suona solo per me. Come si fa a vivere senza musica?
Bisogna essere responsabili di ciò che si chiede e ciò che si da?
L'amore non si da, si é.
Ma se si è a intermittenza?
Negli ultimi mesi mi sono sentita come una strobo, con lo speed tarato basso per fortuna.
Bè, stasera mi hanno staccato la spina.
non riesco a camminare per la strada, guardare in faccia qualcuno senza pensare:"questo ha votato Paroli"
che ci si può aspettare da un paese che ha partorito il fascismo?
La storia si può riscrivere, ma le abitudini sono dure a morire. Poeti, inventori, naviganti e amanti della demagogia.
I nostri filmati storici saranno a colori e splendidamente conservati.
Però, forse, l'epilogo sarà lo stesso.
In questi 5 anni, nei momenti di sconforto, (e quanti ce ne saranno..), penserò a dove mi piacerebbe di più vederlo a testa in giù.
Per ora sono indecisa tra SanSiro e "un" parcheggio di Cologno Monzese.
Mi sveglio di colpo alla stazione di Cremona.
Sento la signorina Trenitalia nell'altoparlante che dice che siamo in ritardo di 7 minuti. Azz la coincidenza!!!
Mi scaravento giù dal treno per correre a prenderla. Mentre raggiungo il binario del regionale Cremona-Piacenza, di colpo ho un dubbio: ma non sono troppo leggera?
Miiii la valigia!!!!
Mentre realizzo di averla lasciata nello scompartimento dal quale sono scesa, vedo scorrermi davanti la Freccia della Versilia che riparte verso Pisa.
Non faccio neanche in tempo ad avvertire in pieno lo sconforto che un Polfer mi si para davanti:"Signò, che è successo?"
Gli dico, credo, con voce impanicata e rotta, della mia dimentinticanza, della coincidenza, del fatto che devo andare a Piacenza a lavorare. In men che non si dica la forza dell'ordine si attiva. Chiama il capotreno e fa lasciare la valigia alla stazione successiva. CastelVetro è anche la prima fermata del trenino sul quale mi imbarca dopo essersi assicurato che il responsabile riceva il mio trolley e lo passi al controllore del regionale. Il tutto in dieci minuti da cuore in gola, in cui già mi immaginavo su e giù da un treno all'altro, tra emilia, liguria e toscana, accumulando un ritardo sul lavoro di almeno un giorno.
Il mio salvatore non sa che stringendo una mano a uno sbirro, in quel "grazie" è accaduta una cosa che non avrei mai detto potesse succedere. Certo, non salva la categoria e mantengo le mie convinzioni, soprattutto in questo periodo, con tutti gl'articoli letti su Bolzaneto, ma la vita è davvero imprevedibile.
L'ho provata, la sento, la vivrò.
E' molto distante dal significato che ha oggi?
Quando ti ritrovi al tavolo con 4 uomini e con ognuno hai vissuto una storia diversa, pensi a che senso abbia tutto ciò.
Nessuno.
Mi ha fatto sorridere considerare la mia passione e quella che si celebra in questo week end.
Siamo così diversi?
Forse dovrei intraprendere la via del sadomaso.
Sono libera: in parte l'ho già fatto.
Non mi manca il coraggio della curiosità.
Che differenza c'è nel nostro amore?
Per fortuna non c'è evangelista che spacci la mia biografia come parola di dio.
In molti tralasciano di credere in un palestinese.
Vissi d'arte, vissi d'amore,
non feci mai male ad anima viva!...
Con man furtiva
quante miserie conobbi, aiutai...
No, non sono un cagnetta, ne una macchina fotografica, sono atea, materialista e anticlericale.
Povero Papino, non l'hanno lasciato parlare, lui, che non ha mai la possibilità di esprimere i suoi pensieri. Ha solo un balcone, che tutto il mondo guarda ogni domenica mattina.
Povero, solo un quotidiano, sparute riviste, la radio, la tv e una piccola e irrisoria istituzione come l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Che incivili, che antidemocratici, peccato che non si possano più inquisire ai fini di una bella abiura o meglio ancora di un bel rovo, insomma non sta bene accennare a verità che non siano dogmatiche, è questione di libertà!
Saranno queste giornate dal tempo funesto, sarà che con l'arrivo dell'autunno sono iniziati tutti i miei problemi, ma ogni mattina (.. ehm pomeriggio) mi alzo, apro la finestra, sotto vedo gente con gli ombrelli e non faccio altro che chiedermi: quand'è che arriva? Tra un paio di mesi. Tra un paio di mesi. La risposta è un mantra.
Mi sento come i bambini a settembre, tornano a scuola, e già si interrogano su quando saranno le prossime vacanze. La pagella di questo primo quadrimestre è pessima, ma lo è sempre stata. Sarà per quello che ho tanta fretta? Io recupero sempre tutto a maggio.
Ho appreso, però, la lezione più importante al tavolo di un banchetto di compleanno, chiacchierando con una signora. Parlavamo delle feste appena passate, delle abbuffate, dei kili guadagnati e lei con entusiasmo mi ha detto: "Non mi importa nulla, anzi sono proprio contenta, ho goduto e mi sono divertita"
Un'altro alibi per la mia filosofia di vita. La signora non sa che ha conquistato subito la mia stima e la mia gratitudine e che di sicuro con lei prenderei sempre la sufficienza.
Caro P.dA.,
è da tanto che dici di voler fare di un post una canzone.
E' solo a quest'ora che ho il coraggio di copiare e incollare certe fregnacce.
Ti faccio notare che delle interpellate sono l'unica che ha risposto. Con l'ironia che tanto ci piace: questo è il primo pensiero vergato in web dell'anno.
A tutti, ma proprio tutti, un favolosissssssimo 2008!
Si
Si lo so so
che non fa male
Si
Si lo so che è
normale
Sono convinta
che sia abbastanza
Sono convinta
che non ha importanza
Si
Si lo so
che non sta dentro
Si
Si lo so che è
quasi uguale
Sono convinta
che sia immensa
Sono convinta
che ci siamo e basta
Come mi hai insegnato le parole tronche sono le più furbe, ma io non lo sono affatto.