Quando ho conosciuto F. avevo 21 anni e stavo con un pusher.
Erano i suoi amici e quindi un pò anche i miei.
Ero affascinata.
Lei è una ricciola, mora, che parla con le "e" strette, ha gl'occhi nocciola e un sorriso bellissimo. Adesso che sono più conscia, direi che mi faceva sesso, ma allora nutrivo solo curiosità e reverenza.
Aveva un bambino piccolo, un'anno appena.
Una notte dormirono nel nostro letto e noi facemmo l'amore sul divano.
Ero incantata dalla sua parlata, dalla sua avvenenza e dalla sua arte di sapersi arrangiare. A mio avviso essere tossico, ammetterlo e sbarcarsi il lunario quasi onestamente è un'arte, una maestria della fuga che in pochi possiedono.
Stanotte l'ho trovata sotto casa.
Io oggi ho 34 anni appena compiuti.
Conosco in parte che cosa è successo in tutto questo tempo. Non sta più da molto con il padre di suo figlio. Ogni tanto lo incontro, ogni tanto no. Come tutti i tossici sai come sta dalla faccia che ha.
Ma lei no.
Non ha mai avuto quell'espressione o quella carnagione.
Di recente è uscita di galera ed è venuta a stare nel mio quartiere.
Ero contenta quando l'ho rivista. Per carità l'ho trovata sempre borderline, come i radical chic adorerebbero dire, ma, tutto sommato, una che ci sta dentro, come i meno prosaici, inclusa me, chioserebbero.
Stanotte però no.
Sono sicura che era sincera, non c'era nulla di finalizzato nelle sue lacrime. Stava cercando una marchetta e ha trovato me. Abbiamo chiacchierato molto. E' tremendamente coerente con sè stessa, ma indiscutibilmente alla deriva.
Io non sapevo che fare, se non essere me stessa: ascoltare, osservare, commentare e tentare in qualche modo di partecipare a un malessere altrui, con tutti i limiti che comporta.
Ogni vita è unica, ogni scelta è propria.
Io so che quel sorriso, che ora è senza qualche dente, può fare molto di più. Le auguro di trovare quella porticina di uscita, che se non è il portale della felicità è almeno la soglia di un'incubo migliore.
Nella realtà non c'è un lieto fine, ma c'è una sopravvivenza meno dolorosa.
Nessuno si merita ciò che accade, ma ognuno tenta di gestirselo.
Io non spero che impari, perchè forse dalla vita ha già avuto molto in quel senso, ma che trovi il modo di vivere ogni giorno senza fuga, senza tagli di lamette sui seni e senza il suo attuale marito dalla nazionalità irrilevante.
Sembra la sigla di un bed and breakfast e invece sta per The Beauty and the Beast.
La puntoluce di tutti ha avuto un culo pazzesco ed è approdata nella serie A dei musicals. Tento di parlare tutto il giorno in inglese e lavoro con quest' uomo:
mike-o-matic.com/home.html.
Come ho imparato durante la mia ormai quasi sostanziosa esperienza, i più bravi sono sempre persone umili e disponibili, rispettosi del lavoro degl'altri.
Ho un nuovo Guru, che mi sorride, mi offre le birre a fine serata e mi dice che adora il mio nome proprio, perchè anche sua madre, di origine italiana, si chiama così.
Punto luce è impegnata ad azzeccare la metro giusta e sogna gli states.
"L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita.
Vano delle scene il diletto ove non miri a preparare l'avvenire"
Questa iscrizione si legge sul timpano del teatro Massimo di Palermo, essa riassume a pieno il mio sentire teatrale. E' stata una rivelazione e una sorpresa piacevole.
Poi, mi sono resa conto tristemente di quanto sia lontana dalla realtà, non certo per il linguaggio aulico in cui è formulata.
Il teatro è un vuoto a perdere, una macchina mafiosa che funziona solo con i contributi statali, ma che non prepara l'avvenire di nessuno.
Sputo rabbiosa nel piatto in cui mangio.
Forse perchè, ultimamente, lo trovo spesso piangere e forse perchè,troppe volte, ho visto chi crede in questa filosofia faticare a sopravvivere, e chi pensa di incarnarla sprecare fondi e risorse, convinto, nella sua vanità, di star facendo cultura.
Davanti a una sala mezza vuota o a un teatro colmo di spettatori dall'età media dai 60 in su, scuoti la testa e non vedi futuro e sai perfettamente che la colpa è di chi amministra un patrimonio comune per autocompiacere sè stesso e la sua cricca e che, probabilmemte, non ha mai letto quella frase.
Non è bellissimo??
Non siamo bellissime??
Ora smetto con tutto e faccio solo la zia.
"Le intolleranze alimentari, possono derivare da varie cause. Di solito si manifestano per un meccanismo di accumulo, cioè certe sostanze si accumulano nel nostro organismo."
Quante cose ho accumulato? La mia osteopata, con un test sorprendentemente empirico, me ne ha trovate parecchie. Quella che mi fa sorridere di più, e per la quale è scattata la sana autoironia, è quella ai pelati. Niente più pasta al pomodoro o...? Mi adeguerò e cercherò di "mangiare" qualcos'altro.
33 trentini entrarono a trento tutti e 33 trotterellando
Altro che al trotto, i miei 33 sono passati tutti galoppando.
Peccato che non abbia scommesso molto su di loro.
Ora vado a impegnare i miei risparmi per i prossimi.
Bello darsi all'ippica.
La osservo da un pò, forse perchè, per me, ha quell'aria familiare da excompagna di banco delle Orsoline. Anche al liceo ne ho viste parecchie come lei, per non dire all'università.
Nelle biografie ufficiali, davvero scarne, scopro, infatti, che siamo quasi coetanee, che viene dalla bassa, come si dice da noi, e che ha un'unico neo nel curriculum di studi, che tanti figli di bresciani benestanti condividono. Ha dovuto far l'esame d'avvocato in Calabria.Era così giovane, ha provato sulla sua pelle la disparità tra sud e nord, che poi, prontamente, ha denunciato.
Ma il passato è passato. Ora è ministra, pupilla del nano. E sembra anche molto più seria interessata e impegnata dei suoi colleghi del collegio.
(prefer La Russa?)
Non parla mai a sproposito e vuol far realmente qualcosa.
Insomma, appariva flebile un micro lumicino di speranza che in questo governo almeno uno tenesse più alla cosa pubblica che al suo potere personale.
Si è rimboccata subito le maniche. Peccato che per tappare quel buchetto dell'abolizione dell'ICI e perchè, alla fine, abbiamo capito che Tremonti i conti non li sa fare, le abbiano tagliato i fondi e anche le gambe in partenza.
E lei?
Come ogni buon ammanicato bresciano, pragmatico e ruffiano di professione, ha fatto passare un taglio di personale come una grande risoluzione e una svolta di qualità per il servizio.
Quanto è familiare anche quest'opportunismo e questo servilismo di provincia.
Persino quel rincitrullito del Senatur si è accorto che non stava facendo una genialata. Lei non ha replicato. Penso che abbia semplicemente alzato la cornetta del telefono e abbia detto gentilmente al suo capo di farlo riflettere. Il giorno dopo è arrivata la smentita. I giornalisti non avevavo capito bene. Forse perchè il paladino del sole delle alpi biascica? E lei con quella sua aria da prima della classe è andata oltre. Peccato era partita così bene. Mi dicevo si, un pò bigotta sarà, ma almeno una che ci tiene. Macchè quella tiene alla poltrona come tutti. A questo punto c'è solo da augurarsi che faccia la fine della Pivetti, ma quelle come lei non mollano. Sanno sempre qual'è la frase migliore e la telefonata giusta da fare.
Cosa resta di 15 giorni di concerti? Mmmm.. vediamo.
Meg: che zuppa..
The Presidents of United States of America: emozionanti.
Punkreas : i soliti educati ragazzi, che hanno poche pretese e fanno un bel concerto spt grazie al loro pubblico.
Offlaga disco Pax: tiratevela di meno miiii
Baustelle: mah, non so se è meglio il disco (Un caro amico: Gianmarco Martelloni come spalla, il rammarico è che per colpa dei "big" quella sera, magari, non sono riuscita a far tutto quello che volevo)
Caparezza : sempre un grande
Il resto, ora, è ancora abbastanza nitido, ma so che finirà per disperdersi nella nebulosa di 17 anni di feste.
Ricorderò bene l'atmosfera di quest'anno, a differenza di altri. Serena, veramente festaiola e vissuta da tutta la mia famiglia tecnica con impegno ma anche con la solita voglia di ridere della fatica per renderla più leggera. Grandi i miei fratelli.
Sole e polvere.
Tanta polvere, che fa grandi effetti con la mia macchina del fumo e molti danni ai miei turbinati occlusi.